Dieci anni da direttore creativo, uno show tra i più attesi della stagione. Cosa porterà Vaccarello sulla passerella di Parigi.
Anthony Vaccarello presenterà la collezione Saint Laurent Autunno Inverno 2026/2027 durante la Paris Fashion Week, tra il 2 e il 10 marzo 2026. È il suo decimo anno alla guida della maison. Un anniversario che nel mondo della moda vale quanto un mandato presidenziale: abbastanza tempo per aver ridisegnato il codice visivo di un brand, abbastanza per dover dimostrare dove si va adesso.
Anthony Vaccarello nasce a Bruxelles nel 1982 da una famiglia di origini italiane. Studia moda all'Institut Supérieur de la Mode nella sua città, poi si trasferisce a Parigi. Il suo percorso professionale inizia da Versace, dove lavora nel reparto design del brand principale. È una formazione preziosa: Versace non perdona l'approssimazione tecnica, e l'estetica italiana della sensualità esplicita lascia un segno permanente nel suo approccio al corpo femminile.
Nel 2012 assume la direzione creativa di Versus, la linea più giovane e sperimentale di Versace. È il momento in cui costruisce una voce propria: taglia asimmetrica, ritagli geometrici sulla pelle, tensione tra struttura e movimento. Il brand di settore lo nota. Nel 2015 lascia Versus. Un anno dopo, nel 2016, Kering lo nomina direttore creativo di Saint Laurent al posto di Hedi Slimane.
L'eredità di Slimane non è leggera. In quattro anni aveva trasformato il brand rinominandolo Saint Laurent Paris, aveva imposto una silhouette rock androgina e aveva portato i ricavi da 473 milioni a oltre 700 milioni di euro. Vaccarello ha scelto di non cancellarla. Ha scelto di costruirci sopra.
Il Saint Laurent di Vaccarello ha un'identità riconoscibile a colpo d'occhio. Spalle forti, spesso con lo smoking come punto di partenza. Velluto lavorato come se fosse una seconda pelle. Pelle nera con precisione sartoriale. Scollature profonde che non cercano la provocazione ma la affermano come dato estetico. Silhouette che oscillano tra la struttura architettonica e il draping fluido, sempre con una tensione interna che rende il capo drammatico anche in assenza di decorazione.
Il riferimento costante è Betty Catroux, la musa di Yves Saint Laurent negli anni Settanta: il corpo androgino, il tuxedo, il lusso che non si giustifica ma si porta. Vaccarello non fa nostalgia. Usa l'archivio come linguaggio vivo, non come citazione. La differenza tra i due approcci è enorme: il secondo è un esercizio accademico, il primo è una dichiarazione di identità.
Saint Laurent sotto Vaccarello è diventato il brand di riferimento per chi vuole lusso senza spiegazioni. Non il lusso che dimostra, ma il lusso che esiste.
Weshmind Journal, analisi stagione FW 2025/2026
I numeri confermano la visione. Saint Laurent ha superato i 3,7 miliardi di euro di ricavi nel 2024. In un settore dove i brand si misurano sui miliardi, questo posiziona la maison tra i player di prima fascia del lusso mondiale, con margini operativi tra i più solidi del portafoglio Kering.
Il 2025 è stato un anno difficile per Kering. Gucci, il brand da 10 miliardi che genera la maggior parte degli utili del gruppo, ha perso quota di mercato. Il debutto di Demna ha segnalato una direzione, ma il mercato ha già prezzato l'incertezza. In questo contesto, Saint Laurent è diventato il brand più stabile del portafoglio Kering: crescita costante, identità chiara, clientela fedele.
Vaccarello sa di operare in un clima di attesa. Non sulla sua posizione, che non è in discussione. Ma sul significato del suo decimo anno. Nel mondo della moda, un direttore creativo che dura dieci anni è un evento statisticamente raro. Significa che il brand lo considera irrinunciabile. Significa anche che ci si aspetta un salto, non la ripetizione di ciò che funziona.
| Indicatore | Valore / Dato |
|---|---|
| Anno nomina a Saint Laurent | 2016 (10 anni al FW 2026) |
| Ricavi Saint Laurent 2024 | 3,7 miliardi di euro (stima) |
| Crescita ricavi 2016-2024 | Circa +400% dal mandato Slimane |
| Proprietario | Kering (gruppo francese) |
| Formazione | Institut Supérieur de la Mode, Bruxelles |
| Esperienza precedente | Versace, Versus (CD 2012-2015) |
Il decimo anniversario è un'occasione che un designer può gestire in due modi. Può fare una retrospettiva, una celebrazione del percorso compiuto. Oppure può usarlo come punto di rottura, un momento per segnalare dove va il brand nella seconda decade. Vaccarello non è un designer sentimentale. Il secondo scenario è più probabile.
Le coordinate estetiche del suo Saint Laurent sono ormai stabili: il punto di partenza è sempre lo stesso, l'archivio di Yves. La domanda non è più quale direzione, ma quale intensità. Il FW 2026 potrebbe essere la stagione in cui Vaccarello spinge più lontano verso il formalismo estremo, verso capi che non hanno funzione d'uso quotidiano ma esistono come dichiarazioni culturali. Oppure potrebbe sorprendere con un ritorno al commerciale, al pezzo immediatamente desiderabile, al guardaroba invece che alla performance.
Un segnale da seguire è la location. Vaccarello ha usato spazi scenograficamente precisi: la Tour Montparnasse, il Trocadéro, spazi industriali trasformati. La scelta del venue è sempre un annuncio: dice il tono prima che inizi la musica.
Saint Laurent è in una posizione rara nel lusso contemporaneo: ha un'identità forte, un direttore creativo che la padroneggia, e numeri che confermano la direzione. Non ha il problema di Gucci, che cerca di reinventarsi. Non ha il problema di Balmain, che sta cambiando codice visivo completamente. Ha il problema più sottile della maturità: come evolvere senza perdere ciò che funziona.
La risposta di Vaccarello negli ultimi anni è stata l'intensificazione. Ogni collezione è diventata più precisa, più asciutta, più rigorosa della precedente. Il risultato è un brand che non sorprende ma approfondisce. Per certi clienti è esattamente ciò che vogliono. Per altri, l'assenza di rottura può diventare prevedibilità.
Il FW 2026 sarà il momento in cui il mercato valuterà se dieci anni di coerenza sono diventati un punto di forza o un limite. Saint Laurent è oggi uno dei brand più solidi del lusso francese. La domanda non è se sopravviverà, ma dove andrà.
Anthony Vaccarello è un designer belga di origini italiane, nato a Bruxelles nel 1982. Ha lavorato per Versace e ha diretto la linea Versus dal 2012 al 2015. Dal 2016 è direttore creativo di Saint Laurent, dove ha costruito un'estetica basata su oscurità romantica, architettura sartoriale e sensualità rock. In dieci anni ha portato la maison a oltre 3,7 miliardi di euro di ricavi.
Saint Laurent presenterà la collezione Autunno Inverno 2026/2027 durante la Paris Fashion Week, che si svolge dal 2 al 10 marzo 2026. La maison chiude tradizionalmente la settimana della moda parigina, rendendo il suo show uno degli appuntamenti più attesi della stagione.
Vaccarello ha costruito un Saint Laurent basato su spalle forti, velluto e pelle con precisione sartoriale, silhouette rock e oscurità romantica. Il riferimento costante è l'archivio di Yves Saint Laurent degli anni Settanta, in particolare l'estetica di Betty Catroux. Ogni collezione intensifica e approfondisce questo codice senza ripeterlo meccanicamente.
Weshmind AnalysisSaint Laurent è il brand che nessuno discute ma tutti osservano. Vaccarello non ha mai cercato la controversia, non ha mai fatto una mossa che si potesse definire sbagliata. Ha costruito un linguaggio e lo ha perfezionato per dieci anni. Questo è raro nel lusso contemporaneo, dove il ciclo di vita di un direttore creativo si accorcia ad ogni stagione.
Il rischio del decennio è la cristallizzazione: un'estetica così coerente può diventare un'aspettativa invece che una sorpresa. Il mercato del lusso premia la coerenza, ma punisce la prevedibilità. La distinzione è sottile. Vaccarello la conosce meglio di chiunque altro.
Il FW 2026 non è solo una sfilata. È la risposta a una domanda che il settore si pone in silenzio: Saint Laurent è un brand che vuole crescere ancora, o uno che vuole consolidare? La risposta di Vaccarello sulla passerella varrà più di qualsiasi comunicato stampa.
Fonti