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Ryan Coogler: Il Regista che Ha Riscritto Hollywood

Fonte: weshmindJournal

Il 23 gennaio 2026, l'Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha annunciato le nomination per la 98ª edizione degli Oscar. Un nome ha dominato la mattinata: Sinners, il film di Ryan Coogler, ha ricevuto 16 nomination, un record assoluto che supera i 14 di Titanic, La La Land e Eva contro Eva.

Ma la vera notizia non è il numero. È chi l'ha ottenuto. Ryan Coogler, 39 anni, nato a Oakland, California, ha costruito in poco più di un decennio una filmografia che non ha equivalenti nel cinema contemporaneo: ogni suo film racconta l'esperienza afroamericana senza compromessi, senza didascalie, senza chiedere permesso.

Ryan Coogler e il Record degli Oscar 2026: Con Sinners, Coogler ha stabilito un nuovo record nella storia degli Academy Awards. Il film horror ambientato nel Mississippi del 1932 ha ottenuto nomination in quasi ogni categoria: Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura Originale, Miglior Attore (Michael B. Jordan), due nomination per attori non protagonisti, Miglior Fotografia, Miglior Costumi (Ruth E. Carter), Miglior Colonna Sonora e molte altre. La cerimonia si terrà il 15 marzo 2026 al Dolby Theatre. Scopri tutti i candidati agli Oscar 2026.

Da Oakland alla USC: La Formazione di una Visione

Ryan Kyle Coogler nasce il 23 maggio 1986 a Oakland, in una famiglia della working class afroamericana. Il padre Ira è un probation officer nel sistema giudiziario minorile di San Francisco; la madre Joselyn è un'organizzatrice di comunità. Coogler cresce vedendo quotidianamente le contraddizioni del sistema americano, imparando a osservarle con occhio analitico, non ideologico.

Al Saint Mary's College arriva con una borsa di studio per il football. È qui che un professore di scrittura creativa nota qualcosa nel suo modo di raccontare storie. Quando gli chiede di scrivere di un'esperienza emotiva, Coogler racconta il momento in cui suo padre ha rischiato di morire tra le sue braccia. Il professore gli suggerisce di considerare il cinema come mezzo espressivo.

Quando Saint Mary's cancella il programma di football, Coogler si trasferisce alla Sacramento State. Da lì, contro ogni probabilità, viene ammesso alla USC School of Cinematic Arts, una delle scuole di cinema più prestigiose al mondo. Durante il primo semestre vive nella sua auto, usando l'esperienza come materiale per i suoi cortometraggi.

Fruitvale Station (2013): Il Debutto che Ha Cambiato le Regole

Il primo lungometraggio di Coogler racconta le ultime 24 ore di vita di Oscar Grant, un giovane afroamericano ucciso da un agente di polizia alla stazione BART di Fruitvale la notte di Capodanno 2009. Il film non è un pamphlet: è un ritratto intimo, quasi documentaristico, di un uomo ordinario nel giorno più ordinario della sua vita che diventerà l'ultimo.

Presentato al Sundance Film Festival 2013, Fruitvale Station vince sia il Grand Jury Prize che l'Audience Award nella competizione drammatica. Prodotto con un budget di 900.000 dollari, ne incassa oltre 17 milioni.

Ma soprattutto: segna l'inizio della collaborazione con Michael B. Jordan, che interpreta Oscar Grant. Da quel momento, ogni film di Coogler avrà Jordan nel cast.

Creed (2015): Reinventare un Franchise Senza Tradirlo

Hollywood offre a Coogler la regia di un sequel/spin-off della saga di Rocky. La scelta sembra controintuitiva: un regista di film sociali che prende un franchise sportivo degli anni '70. Ma Coogler vede qualcosa che altri non vedono.

In Creed, Adonis Johnson (Michael B. Jordan) è il figlio illegittimo di Apollo Creed. La boxe diventa metafora dell'identità: cosa significa portare un nome che non ti appartiene? Cosa significa costruire il proprio valore quando il tuo cognome è già leggenda?

Il film incassa 173 milioni di dollari e riporta Sylvester Stallone agli Oscar con una nomination come attore non protagonista. Ma la cosa più importante: dimostra che Coogler può operare dentro il sistema di Hollywood senza esserne assorbito.

La Filmografia Completa di Ryan Coogler:

Fruitvale Station (2013) · Budget: $900K · Incasso: $17.4M · Sundance Grand Jury Prize
Creed (2015) · Budget: $35M · Incasso: $173M · 1 Nomination Oscar
Black Panther (2018) · Budget: $200M · Incasso: $1.35 Miliardi · 7 Nomination, 3 Oscar
Black Panther: Wakanda Forever (2022) · Budget: $250M · Incasso: $859M · 5 Nomination, 1 Oscar
Sinners (2025) · Budget: $90M · Incasso: $368M · 16 Nomination Oscar (Record)

Black Panther (2018): Quando il Blockbuster Diventa Cultura

Nel 2018, Coogler diventa il primo regista afroamericano a dirigere un film del Marvel Cinematic Universe. Black Panther non è solo un successo commerciale (1,35 miliardi di dollari, sei volte il budget) ma un fenomeno culturale globale.

Wakanda, la nazione africana immaginaria che non è mai stata colonizzata, diventa un simbolo. I costumi disegnati da Ruth E. Carter, che vincerà l'Oscar, vengono studiati nelle scuole di fashion design. La colonna sonora di Ludwig Göransson mescola hip-hop, musica tradizionale africana e scoring orchestrale in un linguaggio nuovo.

Il film riceve 7 nomination agli Oscar e ne vince 3: Miglior Costumi (Ruth E. Carter), Miglior Scenografia (Hannah Beachler) e Miglior Colonna Sonora (Göransson). È il primo film di supereroi nominato per il Miglior Film.

Ruth E. Carter: Quando il Costume Diventa Narrazione

Non si può parlare di Coogler senza parlare di Ruth E. Carter. La costumista, nata nel 1960, ha lavorato con Spike Lee, John Singleton e Steven Spielberg. Ma è con Coogler che il suo lavoro raggiunge una dimensione nuova.

I costumi di Wakanda in Black Panther non sono decorazione: sono worldbuilding. Ogni tessuto, ogni pattern, ogni accessorio racconta una storia di tribù, di tradizioni, di tecnologia che si fonde con l'ancestrale. Carter ha vinto due Oscar consecutivi per i due film di Black Panther.

Con Sinners, la nomination per il Miglior Costume (la quinta della sua carriera) la rende la donna afroamericana più nominata nella storia degli Oscar, in qualsiasi categoria. Ha superato Viola Davis.

"Il mio lavoro è proteggere la verità visiva," ha dichiarato Carter. "In Sinners, dovevo raccontare la vita quotidiana dei mezzadri e dei migranti afroamericani negli anni '30. Non l'abbellimento, non il folklore: la verità."

Sinners (2025): Il Ritorno all'Essenziale

Sinners film Ryan Coogler Michael B Jordan

Dopo i due Black Panther, Coogler sorprende tutti. Invece di un altro blockbuster, scrive e dirige Sinners, un film horror ambientato nel Mississippi del 1932, durante l'era di Jim Crow.

Michael B. Jordan interpreta due gemelli, Smoke e Stack, criminali che tornano nella loro città natale con i soldi per aprire un "juke joint", un locale clandestino dove si suona blues. Ma qualcosa di soprannaturale li aspetta.

Il film è un'opera ibrida: horror, musical, dramma storico, meditazione sulla memoria culturale afroamericana. Il blues, la musica nata dalla schiavitù e dalla segregazione, diventa letteralmente l'arma contro il male.

Con un budget di 90 milioni di dollari, Sinners ne ha incassati 368 nel mondo. Il 97% delle recensioni su Rotten Tomatoes sono positive. Metacritic assegna 84/100.

LE 16 NOMINATION OSCAR DI SINNERS

Miglior Film · Miglior Regia (Ryan Coogler) · Miglior Sceneggiatura Originale · Miglior Attore Protagonista (Michael B. Jordan) · Miglior Attore Non Protagonista (Delroy Lindo) · Miglior Attrice Non Protagonista (Wunmi Mosaku) · Miglior Fotografia (Autumn Durald Arkapaw) · Miglior Montaggio · Miglior Costumi (Ruth E. Carter) · Miglior Colonna Sonora (Ludwig Göransson) · Miglior Canzone Originale · Miglior Sonoro · Miglior Trucco e Acconciatura · Miglior Scenografia · Migliori Effetti Visivi · Miglior Casting

Il Metodo Coogler: Perché È Diverso

Cosa distingue Ryan Coogler dagli altri registi della sua generazione? Non è solo il talento: Hollywood ne è piena. È il metodo.

La Collaborazione come Struttura: Coogler lavora con le stesse persone film dopo film: Michael B. Jordan (in tutti e cinque i lungometraggi), Ruth E. Carter (costumi), Ludwig Göransson (musica), Autumn Durald Arkapaw (fotografia). Non è fedeltà sentimentale: è costruzione di un linguaggio condiviso.

Il Blockbuster come Cavallo di Troia: Coogler non rifiuta il sistema hollywoodiano: lo usa. Black Panther è un film Marvel con 200 milioni di budget che parla di colonialismo. Creed è uno spin-off di Rocky che parla di identità e legittimazione. Il genere diventa veicolo, non gabbia.

L'Assenza di Didascalie: I film di Coogler non spiegano. Non ci sono monologhi che illustrano "il tema". Le idee emergono dalla struttura narrativa, dalle scelte visive, dalla musica. Presuppongono uno spettatore adulto.

Conclusione: La Lezione di Oakland

Ryan Coogler non ha inventato il cinema afroamericano. Prima di lui c'erano Spike Lee, John Singleton, Ava DuVernay, Barry Jenkins. Ma ha fatto qualcosa che nessuno aveva fatto prima: ha preso il cuore dell'industria, il blockbuster, il franchise, la macchina da miliardi, e l'ha trasformato in uno strumento di narrazione culturale. Non chiedendo permesso. Non aspettando di essere invitato. Semplicemente facendo film così bene che ignorarli era impossibile.

Il 15 marzo 2026, quando leggeranno i vincitori degli Oscar, il nome di Ryan Coogler risuonerà più volte. Ma la vera vittoria è già avvenuta: un ragazzo di Oakland che viveva nella sua auto ha dimostrato che si può raccontare la propria storia, con la propria voce, senza compromessi, e conquistare il mondo.

Questo non è solo cinema. È possibilità.

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