La Milano Fashion Week Autunno Inverno 2026/2027 non è una fashion week qualsiasi. È la prima senza Giorgio Armani. È la prima con Demna da Gucci. È la prima con Maria Grazia Chiuri da Fendi. È la prima con Meryll Rogge da Marni. Dal 24 febbraio al 2 marzo 2026, Milano ospita oltre 60 sfilate e presentazioni in una settimana che ridisegna gli equilibri del sistema moda.
La Camera Nazionale della Moda Italiana ha presentato un calendario che riflette un'industria in transizione. Nuovi direttori creativi, maison che cercano identità, un mercato del lusso che nel 2025 ha registrato la prima contrazione dopo anni di crescita. Milano non è solo la capitale della moda: è dove si decide chi sopravvive e chi no.
Il Tributo a Giorgio Armani: Milano Senza il Suo Re
Giorgio Armani è scomparso nel settembre 2025, a 91 anni. Per quarant'anni ha definito l'eleganza italiana. Ha vestito Hollywood, ha cambiato il modo in cui gli uomini si vestono, ha costruito un impero da 12 miliardi di euro senza mai cedere il controllo.
La sfilata di Emporio Armani sarà il momento emotivo della settimana. La maison, ora guidata dal team storico con Leo Dell'Orco alla guida del menswear, presenterà una collezione che omaggia il fondatore senza tradirne la visione. Non è un ricordo: è una dichiarazione di continuità. Niente volumi esagerati, niente provocazioni. Giacche fluide, tessuti che cadono come acqua, la palette grigio-blu-beige che Armani ha trasformato nel vocabolario dell'uomo contemporaneo.
L'eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare. — Giorgio Armani
Per Milano, la scomparsa di Armani è più di una perdita umana. È la fine di un'era in cui un singolo designer poteva incarnare un'intera città. La domanda non è chi lo sostituirà. La domanda è se il modello del designer-fondatore sovrano ha ancora senso in un'industria dominata dai conglomerati.
Demna da Gucci: Il Debutto Più Atteso del Decennio
Demna Gvasalia debutta ufficialmente come direttore creativo di Gucci durante questa fashion week. Il georgiano, che ha rivoluzionato Balenciaga trasformandolo nel brand più discusso del lusso, ora deve fare qualcosa di diverso: riportare Gucci alla rilevanza culturale dopo il calo post-Michele.
Il contesto è brutale. Gucci ha perso il 20% dei ricavi nel 2024 sotto la breve gestione di Sabato De Sarno. Kering ha bruciato miliardi di capitalizzazione. François-Henri Pinault ha scommesso su Demna come l'uomo capace di invertire la rotta. La sua prima collezione per Gucci non è un esercizio creativo: è un business case da miliardi.
Cosa aspettarsi? Demna porta con sé il DNA di Balenciaga — volumi decostruiti, ironia concettuale, streetwear elevato — ma Gucci è un'altra lingua. Gucci è sensualità, colore, massimalismo italiano. Il punto d'incontro tra questi due mondi definirà la moda dei prossimi cinque anni.
Il Calendario: Le Sfilate da Non Perdere
| Maison | Direttore Creativo | Da sapere |
|---|---|---|
| Gucci | Demna Gvasalia | Primo show assoluto come DC |
| Prada | Miuccia Prada & Raf Simons | Duo confermato, collezione intellettuale |
| Dolce & Gabbana | Domenico Dolce & Stefano Gabbana | Ritorno all'italianità pura |
| Bottega Veneta | Matthieu Blazy | Il più influente del momento |
| Emporio Armani | Team Armani | Primo show post-scomparsa del fondatore |
| Fendi | Maria Grazia Chiuri | Debutto dopo l'era Kim Jones |
| Max Mara | Ian Griffiths | Consistenza commerciale, coat signature |
| Ferragamo | Maximilian Davis | Terza stagione, consolidamento |
| Marni | Meryll Rogge | Debutto dopo Francesco Risso |
| Moschino | Adrian Appiolaza | Seconda stagione, post-era Jeremy Scott |
L'assenza più pesante: Versace. La maison non sfila a Milano da due stagioni. Donatella Versace ha lasciato il ruolo di direttore creativo e il brand, di proprietà del gruppo Capri Holdings, sta attraversando una fase di ristrutturazione. L'assenza di Versace dalla fashion week milanese è un segnale che l'industria legge con preoccupazione.
Prada: L'Intellettualismo che Vende
Miuccia Prada e Raf Simons continuano la loro partnership unica nella moda contemporanea. Due menti creative che lavorano in parallelo, producendo collezioni che i critici adorano e il mercato premia. Prada ha chiuso il 2025 con ricavi in crescita del 15%, un dato eccezionale in un anno di contrazione per il lusso.
La collezione FW 2026/2027 dovrebbe proseguire la linea degli ultimi show: un'estetica che unisce rigore concettuale e desiderabilità commerciale. Prada è oggi il brand che meglio riesce a essere sia culturalmente rilevante sia economicamente performante. Un equilibrio che pochi riescono a mantenere.
Le Tendenze FW 2026/2027: Cosa Vedremo sulle Passerelle
Le tendenze che emergeranno dalla Milano Fashion Week definiranno ciò che troveremo nei negozi nell'autunno 2026. Sulla base delle pre-collezioni e dei segnali dalle fashion week di New York e Londra:
- Tailoring strutturato: spalle definite, linee precise, il ritorno del power dressing. Non il minimalismo asettico degli anni '90, ma un tailoring con personalità. Prada e Bottega Veneta guidano il trend
- Burgundy e bordeaux: il colore dominante della stagione, dal velluto alla pelle, dai cappotti alle borse. Il nuovo nero per l'autunno 2026
- Leather total look: pelle in ogni forma, dal trench al pantalone, dalla gonna alla camicia. Non è un trend: è un'affermazione di lusso tangibile
- Texture miste: pelliccia sintetica con maglieria pesante, velluto con nylon, seta con tecnico. Il contrasto materico come cifra stilistica
- Volumi oversize: cappotti che avvolgono, giacche che cadono oltre la spalla, pantaloni ampi. L'influenza Demna si estende oltre Gucci
- Minimalismo scultoreo: forme pulite ma tridimensionali. Non piatto, non decorativo: architettonico. L'evoluzione naturale del quiet luxury
Bottega Veneta: Matthieu Blazy e il Lusso Silenzioso che Parla Forte
Matthieu Blazy ha trasformato Bottega Veneta nel brand più desiderato del lusso contemporaneo. Il suo approccio — artigianato estremo, zero loghi, materiali che sembrano altro da quello che sono — ha definito il concetto di quiet luxury prima che diventasse un hashtag.
La sua sfilata a Milano è tradizionalmente uno dei momenti più anticipati della settimana. Ogni show è un esercizio di precisione: i tessuti sono sviluppati internamente, i pezzi sono concepiti come oggetti, non come vestiti. In un mercato che cerca disperatamente autenticità, Bottega Veneta la produce in fabbrica.
Fendi: Maria Grazia Chiuri Dopo Dior
Maria Grazia Chiuri debutta da Fendi dopo otto anni alla guida di Dior. Il suo arrivo segna un ritorno alle origini: Chiuri è romana, ha lavorato con Silvia Venturini Fendi in passato, conosce i codici della maison. Sostituisce Kim Jones, il cui approccio ha diviso la critica.
La sfida è chiara: Fendi deve crescere. Sotto LVMH, la maison romana è un asset da valorizzare. Chiuri porta con sé la capacità di parlare a un pubblico femminile ampio, la sensibilità per il femminismo nella moda, e l'esperienza di aver gestito uno dei brand più grandi del mondo.
I Numeri della Milano Fashion Week 2026
| Indicatore | Dato |
|---|---|
| Date | 24 febbraio – 2 marzo 2026 |
| Sfilate e presentazioni | Oltre 60 |
| Debutti creativi | 3 (Demna/Gucci, Chiuri/Fendi, Rogge/Marni) |
| Assenze notevoli | Versace (ristrutturazione) |
| Tappa successiva | Parigi FW: 2 – 10 marzo 2026 |
| Impatto economico stimato | €100M+ per la città di Milano |
Da Milano a Parigi: Il Continuum della Moda
La Milano Fashion Week si chiude il 2 marzo. Il giorno dopo inizia la Paris Fashion Week, dal 2 al 10 marzo 2026. Le due settimane formano un continuum: ciò che Milano propone, Parigi commenta e amplifica. Le tendenze che emergono in via Montenapoleone trovano la loro conferma (o smentita) sui Champs-Élysées.
A Parigi debuttano a loro volta nuovi direttori creativi: Haider Ackermann da Tom Ford e Louise Trotter da Bottega Veneta Couture. Ma è Milano che stabilisce il tono. È Milano che ha Gucci, Prada, Armani, Dolce, Bottega. È Milano che produce il lusso. Parigi lo racconta.
Nota WMJ
Questa non è una fashion week ordinaria. È una settimana di transizione, dove il sistema moda decide chi guiderà il prossimo decennio. Demna da Gucci, Chiuri da Fendi, Rogge da Marni: tre debutti che non sono solo sfilate, ma dichiarazioni di intenti da miliardi. Milano senza Armani è una Milano che deve reinventarsi. E la moda, quando deve reinventarsi, produce le sue stagioni migliori.
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